Maurizio Nicosia

.

Post-Impressionismo, crogiolo di formazione delle Avanguardie

Pointillisme, o il primato del punto e della composizione.
  • Seurat: in questa valida scheda Wiki saltare Argan e concentrarsi piuttosto su Il problema del colore e i seguenti capitoli della voce. Seurat si forma sulla Grammaire des arts du dessin di Blanc, che insiste sulla funzione semantica e simbolica delle linee nella composizione. Studia le copie della Leggenda della Vera Croce (rappresentazioni tratte solo da uno degli affreschi aretini) di Piero della Francesca, e scopre le teorie sul colore di Chevreul.
    Une baignade à Asnières: Studio 1, studio 2
    a
  • Georges Seurat, Une baignade à Asnières, 1884, olio su tela, 201 x 301 cm.

    Un brano che punteggi questo quadro di Seurat? La Gymnopédie di Erik Satie, composta nel 1888, quattro anni dopo la Baignade

    Analisi della composizione

    Formato in 2:3, o Diapente, e composizione tutta orchestrata sui 2:3. La riva del fiume serpeggia pigra sotto la diagonale discendente. Il  giovane bagnante che fa perno nella composizione è costruito nella colonna tra la mediana del rettangolo e la linea verticale che scandisce i 2/3 da sinistra. Anche l’orizzonte, chiuso dal ponte e le industrie, è allineato sui 2/3 verticali (linea rossa). La donna adagiata in primo piano segue la diagonale che congiunge il 1/3 verticale col 2/3 orizzontale.

    • Filiberto Menna, La linea analitica dell’arte moderna, Torino 1975, Einaudi, p. 10:

      Quando Seurat costruisce il quadro della Grand Jatte, ricorre a un procedimento tipicamente analitico che scompone il tono nelle sue componenti elementari (nelle sue unità atomiche) e organizza queste unità sulla base di relazioni e dipendenze interne fondate su regole costanti; con lo stesso procedimento scompone la continuità dello spazio in unità elementari (linee verticali, orizzontali, diagonali, zone puntiformi di colore) e organizza queste unità di base in un insieme fortemente solidale, in una struttura dove ciò che conta non è la corrispondenza tra interno ed esterno, tra il quadro e le apparenze fenomeniche, ma più semplicemente e coerentemente la relazione interna di quella unità.

    • La quiete della luce, o lo splendore della forma nell’armonia delle parti: Piero, Vermeer, Seurat.
      Sotto, particolari da Une baignade à Asnières e dalla Resurrezione di Piero.
      a

      a
    • Il punto secondo Leon Battista Alberti, Kandinsky, Klee.

a

a

L’arcipelago simbolista, il primato della linea e dell’espressione.
  • Linea fluida, vorticosa, fiammeggiante: il mondo instabile di van Gogh:

    Vincent van Gogh, Due cipressi, 1889

  • Kurosawa reifica i quadri di van Gogh (1990):

a

Ma a tavola una volta si alzò mentre Zola raccontava di Frenhofer, il pittore che Balzac inventò per la sua novella Le Chef d’oeuvre inconnu (Il capolavoro sconosciuto)… Nel sentire questo il Vecchio (Cézanne, n.d.r.) si alza da tavola senza tenere conto di Madame Brémond, che non vedeva di buon occhio simili sregolatezze, e senza voce per l’eccitazione addita più volte con chiarezza se stesso e mostra sé, sé, sé…
… Balzac aveva intuito come dipingendo si può improvvisamente arrivare di fronte a una grandezza tale, che si può solo soccombere.
R. M. Rilke, Lettere su Cézanne, (1907), Milano 1984, Electa, p. 49

… trattare la natura secondo il cilindro, la sfera, il cono, il tutto posto in prospettiva, in modo che ogni lato d’un oggetto o d’un piano si diriga verso un punto centrale. Le linee parallele all’orizzonte danno l’estensione… Le linee perpendicolari a questo orizzonte danno la profondità… introdurre nelle nostre vibrazioni di luce, rappresentate dai rossi e dai gialli, una quantità sufficiente di azzurri, per far sentire la presenza dell’aria…
(a Émile Bernard, aprile 1904)

… l’occhio… si fa concentrico a forza di guardare e di lavorare.
(a Émile Bernard, luglio 1904)

… nel nostro organo visivo si produce una sensazione ottica che ci fa classificare come luce, semitono o quarto di tono i piani rappresentati dalle sensazioni di colore. (La luce dunque non esiste per il pittore.)
(a Émile Bernard, dicembre 1904)

… le sensazioni di colore che generano la luce sono causa di astrazioni che mi impediscono di comporre la tela e di raggiungere il limite degli oggetti quando i punti di contatto sono tenui, delicati; per questo accade che l’immagine o il quadro siano incompleti.
(a Émile Bernard, ottobre 1905)

  • E talvolta accade anche ai ritratti, di restare incompleti…

    Paul Cézanne, Joaquim Gasquet, 1896

  • Paul Cézanne, Hortensie Fiquet, 1877

    Rainer Maria Rilke, Lettere su Cézanne, (ottobre 1907), Milano 1987, Electa:

    Davanti a una parete di terra verde, sulla quale si ripete con parsimonia un motivo blu-cobalto (una croce vuota al centro: +) è spinta una bassa poltrona rossa, capitonnée; la spalliera a cercine s’arrotonda e s’abbassa in avanti fino ai braccioli (che sono chiusi come la manica d’un mutilato).
    Il bracciolo sinistro e la nappa che ne pende, satura di cinabro, dietro non hanno più la parete ma una larga striscia verdazzurra, contro cui risuona il contrasto di quella. In questa poltrona rossa, che è una personalità, è seduta una donna, le mani nel grembo di un’ampia gonna a righe verticali, resa con levità da piccoli tocchi sparsi di giallo-verde e di verde-giallo, fino all’orlo della giacca grigio-azzurra, chiusa sul davanti da un nastro di seta che gioca con riflessi verdi.
    Nella chiarezza del viso, la prossimità di tutti questi colori è sfruttata per una semplice modellazione: persino il marrone dei capelli avvolti a cercine al di sopra della scriminatura e il bruno serico degli occhi deve farsi sentire da quanto lo circonda. È come se ogni punto sapesse degli altri. Tanto partecipa; tanto si avverano in esso adattamento e rifiuto; tanto ciascuno prende cura a suo modo dell’equilibrio e lo mette in opera: come l’intero quadro, infine, tiene in equilibrio la realtà.

    È come se ogni punto sapesse degli altri. Questa frase in corsivo nell’originale condensa un leit-motiv cui Rilke giunge frequentando assiduamente la mostra di Cézanne e leggendo le note di Émile Bernard, il destinatario delle lettere di Cézanne. Cézanne, in sostanza, dipinge ciò che sa:

    Immagina il mio stupore quando la signorina V., che ha educazione e sguardo da pittrice, disse: «(Cézanne, n.d.r.) è rimasto seduto là davanti come un cane, soltanto a guardare, senza nervosismi né altre intenzioni». Disse ancora cose molo buone riferite al suo modo di lavorare (quale si vede in un quadro incompiuto): «qui —disse mostrando un punto— ha saputo questo, e ora lo dice» (un punto in una mela); «il posto vicino è ancora libero perché non l’ha ancora saputo. Faceva solo quello che sapeva, nient’altro».
    (lettera del 12 ottobre 1907)