M a u r i z i o   N i c o s i a

L’accademia ha tra i proprî fini la formazione dello studente alla produzione di manufatti. In questo contesto l’obiettivo della storia dell’arte non può coincidere con una successione cronologica di biografie d’artisti.
Poiché un oggetto artistico è realizzato per comunicare, a differenza d’un oggetto d’uso comune, la comunicazione, con gl’interrogativi e i problemi che pone, rappresenta il territorio d’indagine primario della storia dell’arte.
Il come comunicare fa dell’opera un sistema di relazioni formali che condensa una sintassi e una poetica, il cosa ne fa un vettore di significati. Da questa angolazione la storia dell’arte è anzitutto individuazione dei problemi formali e semantici di cui l’opera e lo stile sono o vorrebbero essere soluzione.

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Argomenti

  • Seurat | L’arcipelago simbolista | Fermenti espressionisti | La stagione cubista | Duchamp | L’arte tra le due guerre | L’Informale in America

Testo di base:


Testo di riferimento per il postimpressionismo e il simbolismo:

PRESENTAZIONE ADELPHI
Nella Nascita della tragedia si rivela, in una splendida orchestrazione musicale dove il respiro wagneriano regola il flusso di una prosa inaudita nella lingua tedesca, quell’intuizione totale della civiltà greca –non accertamento storico, ma al contrario intenzionale recupero di potenti categorie, quali l’apollineo e il dionisiaco, e, dietro a esse, della perduta saggezza tragica– che aveva guidato Nietzsche agli studi classici e resterà poi per sempre la sua stella polare: qui tale intuizione si presenta in una sorta di «iniziazione letteraria, dove il rituale misterico è sostituito dalla parola stampata».
Forma di per sé azzardata e dissestante, sicché appare inevitabile che il libro provocasse grande scandalo nel mondo accademico; così avvenne, e fu Wilamowitz stesso, allora papa della filologia classica, ad attaccare direttamente Nietzsche. Ma, anche per quanto riguarda la realtà storica, si può dire che il tempo ha agito in favore di Nietzsche: in questi cento anni, di fatto, il rigore filologico non può vantarsi di aver raggiunto grandi certezze sulle origini della tragedia greca –e, nella tenebra abbagliante di quegli inizi, certe singole osservazioni di Nietzsche e soprattutto la caratterizzazione del dionisiaco, che Nietzsche qui ha descritto per la prima volta nella sua opera, restano indispensabile riferimento.

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Testo di riferimento per le avanguardie storiche:

PRESENTAZIONE EINAUDI

Una specie di «apriti Sesamo»: cosí Wilhelm Worringer volle poi definire la sua opera prima, meditando su quell’enorme e inaspettata fortuna di pubblico che fece di una tesi di dottorato uno dei libri di teoria dell’arte piú letti del Novecento. 
Contemporaneo del primo Kandinskij astratto e delle sperimentazioni del Cavaliere Azzurro, questo scritto matura nella Monaco a cavallo fra Otto e Novecento. Le avanguardie lo adottano come manifesto, trovando nelle pagine dedicate a primitivi, egizi, bizantini e gotici l’albero genealogico del loro stesso operare. 
Nel confronto fra gesti artistici cosí diversi, e cosí radicalmente estranei alla cultura figurativa greca e rinascimentale, quel che a Worringer preme soprattutto è comprendere l’intima affinità che lega il sentimento del mondo all’espressione figurativa di un popolo, il nesso profondo tra anima collettiva e stile. 
Capace, grazie alla potente antitesi del titolo, di dare la parola a una intera costellazione di problemi avvertiti come urgenti dalle nuove generazioni, Astrazione e empatia ha saputo parlare ai filosofi, da Spengler a Ortega, da Lukács a Bloch, fino a Deleuze e Guattari. 
La teoria dell’immagine dell’intero Novecento ne è stata permeata: la sua riproposizione oggi ai lettori, a cento anni dalla sua pubblicazione e in pieno dibattito sullo statuto (filosofico, artistico, sociale) delle immagini, è nutrita dalla convinzione che questo piccolo grande classico possa continuare a parlare a lungo anche al XXI secolo.

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Esercizî d’analisi dell’opera

Scaricare la scheda d’analisi strutturale dell’opera (la password è nota), e utilizzarla con riproduzioni d’opere ad alta risoluzione.

Materiali d’approfondimento per le lezioni

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Modalità d’esame

Le opere d’arte per l’anno 2016-17
  1. Edgar Degas, Lettricec. 1885
  2. Vincent van Gogh, Il postino Roulin1889
  3. Paul Signac, Cassis, Cap Lombard, Opus 1961889
  4. Odilon Redon, Gli occhi chiusi1890
  5. Paul Cézanne, BagnantiCirca 1890
  6. Edouard Vuillard, A letto1891
  7. Gustave Moreau, Cantico dei cantici1893
  8. Henri de Toulouse-Lautrec, Tre donne nella sala da pranzo, 1893-95
  9. Gustav Klimt, Buchenwald I1902
  10. Fernand Khnopf, Maschera bianca1907
  11. Ernst Ludwig Kirchner, Danzatrice nuda1906
  12. Wassily Kandinsky, Lo specchio1907
  13. Claude Monet, Palazzo ducale1908
  14. Robert Delaunay, Saint Severin, 1909
  15. Umberto Boccioni, Studio per la città che sale1910
  16. Vilhelm Hammershøi, Interno con Ida al piano1910
  17. Franz Marc, Riconciliazione1912
  18. Severini Gino, Ritmo plastico del 14 luglio1913
  19. Paul Klee, Veduta di Kairuan1914
  20. Marc Chagall, Rabbino n. 21914-1922
  21. Egon Schiele, La piccola città V1915
  22. Carlo Carrà, Composizione TA1918
  23. Edward Hopper, Paesaggio americano1920
  24. Louis Marcoussis, Le Comptoir1920, printed 1922
  25. André Kertész, Forchetta1928
  26. Alberto Savinio, Ulisse e Polifemo1929
  27. Ben Nicholson, 1931 6, 1931
  28. Sironi Mario, Moltiplicazione murale1938
  29. Andreas Feininger, Porto di New York1946
  30. Laura Gilpin, Sabbie bianche 31947

Iconoteche – database d’immagini


M a u r i z i o    N i c o s i a
  • Email: nicosiaATaccademiaravennaPUNTOnet
  • Ricevimento: mercoledì dalle 11.30
Come diceva Marcel Duchamp, sono uno che respira. E potrei respirare meglio, se non fumassi. Al fumo, comunque, sono abituato sin da piccolo: sono nato sotto un vulcano. Ho abitato in diverse città d’Italia, e attualmente il campo base è a Ravenna.
Avrei potuto studiare architettura a Milano e praticare la fotografia, ma la voglia di uscir di casa e l’amore per le immagini m’hanno condotto a Bologna, tra i «facoceri» del DAMS (la definizione è di Paz). Una bella casa da studente in via Castiglione, a due passi dalle due torri, è stata il porto di mare per amici di tutt’Italia.
Andrea Emiliani ha avuto l’immensa pazienza di seguire la mia tesi e così, d’un tratto, ho scoperto d’essere divenuto «dottore in discipline delle arti». Dopo vari lavori e collaborazioni nel campo della grafica, della pubblicità e dell’illustrazione, mi sono imbarcato nella lotteria dei concorsi, approdando alle scuole superiori e infine all’accademia di belle arti.
Ho presto rinunciato alla critica militante per coltivare lo studio di segni astrusi e arcaici, fossili di remote concezioni della vita e dell’universo. E non v’è da stupirsene: quale sogno più ardito che uscire dal tempo e tornare a casa?