Accademia di Belle Arti Ravenna

L’Accademia di Belle Arti di Ravenna ha una lunga storia e una ricca tradizione nella vita della città di Ravenna, la capitale dei mosaici antichi, bizantini e contemporanei. L’ABA di Ravenna è un’esperienza educativa unica al mondo. Offre corsi d’alta specializzazione: un corso triennale e uno biennale in Mosaico. Ricerca e creatività correlate al mosaico contemporaneo sono applicate all’architettura, alla decorazione e al design con professionalità che includono anche il restauro del mosaico contemporaneo.

Opportunità di lavoro
  • con architetti in progetti d’arredo urbano
  • produzione d’oggetti nel mondo del design
  • educazione: attività creative e artistiche in scuole e musei


Le parole chiave dell’ABA di Ravenna


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Accademia di Belle Arti Ravenna

La Storia

L’Accademia di Belle Arti di Ravenna viene inaugurata il 26 novembre 1829. Da questa data inizia un percorso affascinate in cui si sono riflesse le ambizioni artistiche e culturali della città stessa in un susseguirsi d’intenzioni e interpreti.
I primi anni sono legati alla figura di Ignazio Sarti (1790-1854), artista bolognese che ha completato a Roma la sua formazione, protagonista di un’intensa fase di avvio, segnata dalle prime acquisizioni di opere, stampe e gessi (con un importante nucleo del Canova), ancora oggi prezioso patrimonio dell’Accademia. All’inizio, in pieno gusto neoclassico, segue un aggiornamento di segno naturalista: la direzione del fiorentino Arturo Moradei (1840-1901), giunto a Ravenna nel 1870, guida il passaggio alle istanze dei pittori della macchia, inaugurando i topoi di quella che sarà la pittura di genere a Ravenna per tutto il secolo, continuata anche dal successore Domenico Miserocchi, detto il “Pastorino”.
Con l’inizio del Novecento, si registra una forte spinta innovatrice interpretata dalla direzione di Vittorio Guaccimanni (1859-1938), impegnato a rendere più virtuoso il rapporto fra l’offerta formativa artistica e industriale dell’Accademia con la realtà del territorio romagnolo. Intanto, in Europa, si apre il periodo simbolista-decadente e nel 1903 Gustav Klimt visita Ravenna dove la visione dei mosaici bizantini costituisce il punto di partenza per il suo periodo d’oro e per un’intera stagione artistica


1968 | Giò Pomodoro, Braccialanello

Anche dalle file degli studenti iniziano a emergere figure importanti. La rivoluzione futurista segna brevemente l’esperienza di Orazio Toschi (1887-1972), contestatore anti-accademico da allievo e autore di Pittura Lirica da artista maturo (il testo viene dato alle stampe nel 1921).
Sono futuristi convinti i fratelli Arnaldo e Bruno Ginanni Corradini, rispettivamente detti Ginna (1890-1982) e Corra (1892 -1976), l’uno pittore che abbandona l’Accademia ravennate per proseguire gli studi a Firenze dove realizza il film Vita Futurista (1916), l’altro scrittore. Essi raccolgono tra l’Hotel Byron e la villa a Campiano nel Ravennate una sorta di cenacolo esoterico in linea con le esperienze europee dello spiritualismo nell’arte e le teorie sulla pittura astratta.
Grande protagonista per il rinnovamento dell’Accademia è Giovanni Guerrini (1887-1972), intenso incisore e sperimentatore, fautore dell’Arts & Crafts e interprete di una mentalità innovativa che lo porterà a ritrovare la vocazione musiva di Ravenna sostenendo l’istituzione nel 1924 della Scuola di Mosaico interna all’Accademia stessa.


1996 | Sandro Chia, Enzo Cucchi, Accademia di belle arti di Ravenna, A Gesù

Dirigendo la Scuola di Mosaico, il pittore Giuseppe Zampiga inaugura una linea conservativa, poi aggiornata dall’allievo Renato Signorini che lo sostituirà alla guida della Scuola fino al 1976. Grazie a commissioni prestigiose e alla presenza di artisti come Antonio Rocchi e Ines Morigi Berti, si apre la stagione dell’arte musiva contemporanea.
In pittura si stabilisce una linea sostanzialmente naturalista confermata da Guido Ferroni e aggiornata da Luigi Varoli, di vena espressionista e intimista, a cui seguono quella di Teodoro Orselli e Umberto Folli, mentre in scultura il periodo è caratterizzato dalla personalità di Umberto Pinzauti a cui solo negli anni Sessanta segue Giannantonio Bucci.
A questa sostanziale continuità di presenze e poetiche, negli anni centrali del secolo, succede la nomina di Raffaele De Grada alla direzione (1971-1976) che coincide con un approccio didattico nuovo. Sono anni in cui si lavora all’allargamento delle discipline più applicative e tecniche e a un nuovo rapporto di queste con i corsi di Pittura, Scultura e Decorazione. Emerge la centralità della grafica, della fotografia e della comunicazione visiva, grazie a grandi interpreti fra i quali Remo Muratore, Giò Pomodoro, Luca Crippa e Tono Zancanaro. Nel frattempo era giunto il riconoscimento legale dell’Accademia di Belle Arti di Ravenna (1974). Gli ultimi due decenni sono caratterizzati da un rinnovato rapporto fra l’istituzione e il territorio, in particolare la costa romagnola, che ha visto nascere prestigiose collaborazioni fra le quali il progetto le Tende al mare inaugurato da Dario Fo.


2002 | Giosetta Fioroni, Accademia di belle arti di Ravenna, La casa di Giosetta 

Gli anni Novanta sono anche gli anni di importanti progetti in cui l’avventura del Mosaico coinvolge artisti di grande rilievo come Sandro Chia ed Enzo Cucchi, oltre che anni di progetti legati allo sviluppo del corso di Fotografia con l’avvicendarsi di significative manifestazioni artistiche ad essa dedicate curate da Guido Guidi.
L’Accademia segna un primato nazionale ottenendo l’autorizzazione ministeriale per l’insegnamento di Oreficeria e Mosaico. Infine la più recente offerta formativa, con un Triennio di Mosaico e un Biennio di secondo livello in Mosaico, unico nel sistema dell’Alta Formazione Artistica in Italia e nel mondo, che conferma la vocazione dell’Accademia di Ravenna alla formazione di competenze specifiche e altamente qualificate nel segno di un rinnovato approccio al mosaico come linguaggio contemporaneo, espressione di una sempre più dilatata dimensione artistica. (V. G.)


2007 | Alberto Zorzi (docente di gioielleria), Opera aperta


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