L’Accademia di Belle Arti di Ravenna è una delle cinque Accademie civiche storiche in Italia, con Bergamo, Genova, Perugia, Verona. Fondata nel 1827, legalmente riconosciuta nel 1974, è stata recentemente accreditata dall’ANVUR, l’Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca. Dal 2008, grazie a un accordo gestionale e didattico con l’Accademia di Bologna, è stata rinnovata: offre un corso accademico di primo livello di Mosaico – Arti Visive e un biennio specialistico di Mosaico.

ACCADEMIA A PORTE APERTE
Da lunedì 30 gennaio a giovedì 2 febbraio. È il nostro contributo al dibattito che in questi giorni anima la città. Invitiamo i firmatari della petizione, i gruppi consiliari, i cittadini a visitare i laboratori dell’Accademia: mosaico, design del gioiello, pittura, scultura, decorazione, plastica ornamentale, disegno, incisione.

COSA C’E’ DI NUOVO?

  • Il Triennio di Arti Visive-Mosaico, col suo piano di studi rinnovato, è ora nell’ordinamento nazionale, mentre il Biennio di Mosaico è ancora sperimentale, come nelle altre Accademie italiane. La nuova realtà dell’Accademia è finalmente in linea con il piano di riordino nazionale dell’offerta formativa dell’Alta Formazione Artistica, accanto alle Università.
  • Una nuova energia per l’arte: grazie ai nuovi e ai vecchi “maestri” il numero degli iscritti è in continua crescita. Notturni, Pivi, Strada, Tinarelli per il mosaico, Chiesi per la pittura, Babini per tecniche pittoriche, Violetta per il disegno, Spinosi per scultura e decorazione, Cucchiaro per le tecniche plastiche, Bergonzoni per il gioiello, Buda e Frapiccini per la fotografia, Costantini per le applicazioni digitali, Ciardi per l’incisione.
  • Laboratori e progetti di eccellenza: TECLAB, dedicato alla stampa 3D e alla scansione a luce strutturata, al lavoro per un progetto didattico per TAMO, il museo del mosaico.
  • Galleria dell’accademia e biblioteca aperte al pubblico.

COSA CHIEDIAMO?

  • Spazi più ampi per i laboratori e per gli eventi pubblici: la riqualificazione dei laboratori e l’alto numero degli iscritti rendono necessari spazi adeguati e funzionanti, per gli eventi culturali serve una grande aula conferenze.
  • Ogni progetto di riqualificazione della sede, oggi nell’edificio ex-Alber Steiner cioè nella zona industriale in prossimità della Darsena, deve essere funzionale alle necessità dei laboratori e della didattica così come del ruolo culturale dell’Accademia.
  • Alla pari con l’Università di Bologna, polo di Ravenna: la fondazione Flaminia deve sostenere allo stesso modo l’Accademia, offrendo tutte quelle opportunità di spazi e risorse fino a oggi riservate solo all’Università di Bologna e ai suoi studenti, mentre è esclusa l’Accademia.
  • Agli amministratori e ai politici: un sostegno reale per il progetto di crescita e di rinnovamento che dal 2008 è avviato e che tutta l’Accademia, docenti e studenti, vuole per il futuro.

INSOMMA: chiediamo alla città molto più che una firma per il trasferimento di sede nel centro storico. Chiediamo che l’Accademia, in questa o in un’altra sede, venga sostenuta davvero come una grande risorsa della città, in sinergia con le altre realtà della cultura e della formazione universitaria a Ravenna.
È ciò di cui sentiamo la mancanza mentre, in collaborazione con l’Accademia di Bologna, siamo impegnati a tenere alta la qualità della formazione, ad accogliere studenti dall’estero, a partecipare a progetti nazionali e locali, oltre che europei. Lo chiediamo all’amministrazione comunale, a tutti i gruppi consiliari, alle realtà economiche della città, ai cittadini.

I Docenti dell’Accademia