2019_racu
Sabato 19 novembre alle ore 16.45 all’Almagià, la terza traccia per Ravenna Capitale della Cultura 2019 ha come titolo Verso il mare aperto. È l’incontro con uno scrittore di grande fascino come Predrag Matvejević che dialogherà sul tema con altre voci: Alessandro Aresu, Fabio Fiori, Gustavo Gozzi, Arsenije Jovanovic, Svetlana Lomeva, Giuseppe Parrello.

Verso il mare aperto

Ravenna e il mare, ovvero un rapporto assai ondivago che percorre la storia di una città che era sì marittima, e comunque città d’acqua, ma che ha fatto del prosciugamento l’epopea del suo territorio. Un tema che si fa meta e che in un groviglio di rotte possibili e impossibili verrà variamente scandagliato e declinato in un piccolo cabotaggio ove si navigherà tra parole, immagini e suoni pescando qua e là idee e suggestioni per la candidatura, tra mitologie e storie contemporanee, miraggi e realtà, visioni interiori e imaginary landscapes, figure e metafore.

Predrag Matvejević 

È nato a Mostar nel 1932 da madre croata e padre di etnìa russa benché nato a Odessa, in Ucraina: il suo immaginario narrativo parte proprio dalle storie che il padre gli raccontava a proposito del porto di Odessa e del microclima che si sviluppa attorno al mar Nero (un mare narrato, come lo definirà lo stesso autore), lo stesso microclima che ritroverà sulle sponde e nelle acque del mar Mediterraneo.
La carriera di Predrag Matvejević inizia con la cattedra di Letteratura Francese presso l’Università di Zagabria presso la quale svolge il ruolo di docente fino al 1991. Nello stesso anno, in seguito allo scoppio del conflitto nell’ex Jugoslavia, emigra in Francia, dove diviene professore di Letterature Comparate alla Nuova Sorbona-Parigi III; qui si trattiene fino al 1994, anno in cui si trasferisce a Roma come insegnante di Slavistica all’Università La Sapienza di Roma.
Per la sua attività di scrittore ha ricevuto numerosi riconoscimenti in Italia e all’estero, fra cui il ‘Premio Strega europeo’ nel 2003 e il ‘Prix du meilleur livre étranger’ 1993 a Parigi. Il governo francese gli ha conferito la ‘Legion d’Onore’, il presidente della Repubblica italiana gli ha attribuito la cittadinanza italiana e il titolo di ‘Commendatore dell’Ordine della stella della solidarietà italiana’.
È autore di Breviario Mediterraneo (1991), tradotto in una ventina di lingue e divenuto di fatto un classico sulla storia ‘geopoetica’ del Mare Nostrum, Il Mediterraneo e l’Europa (1998), Europa Maledetta e Pane Nostro. Nel 2005 in seguito alla pubblicazione del saggio I talebani cristiani, in cui attacca apertamente gli intellettuali e gli scrittori nazionalisti, serbi, croati e bosniaci che hanno contribuito a fomentare le guerre balcaniche, viene querelato da Mile Pesorda e condannato dalla Corte Suprema Croata a 5 mesi di reclusione.

Tra i contributi Preferisco il rumore del mare, il risultato di una ricerca sulle zone d’acqua di Ravenna a cura di Osservatorio fotografico, realizzata per Ravenna 2019 cinquetracce, che espone all’Almagià, sede dell’incontro con Matvejević, fotografie di
davide baldrati, cesare ballardini, emiliano biondelli, michele buda, luca di giorgio, alessandra dragoni, david farrell, cesare fabbri, enrico fedrigoli, jonathan frantini, marcello galvani, luca gambi, francesca gardini, marco garoni, guido guidi, giovanni lami, lelli e masotti, filippo molinari, francesco neri, luca nostri, moira ricci, mattia sangiorgi, matteo sauli, luigi tazzari, valentina venturi, giovanni zaffagnini