Elisabeth Ricci | 2

Dal 21 maggio al al 4 giugno prossimi la CGIL ravennate, in collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Ravenna, organizza la mostra OPERA / fabbrica. L’esposizione sarà allestita in due sedi, il chiostro della Biblioteca Oriani e la Camera del lavoro di Ravenna. La mostra sarà l’atto conclusivo del concorso artistico nazionale e presenterà le 30 opere selezionate dalla giuria.

L’iniziativa rientra tra gli appuntamenti inerenti OPERA 2011, che sarà  un appuntamento annuale dedicato al lavoro e alla cultura del lavoro. La prima edizione della manifestazione si terrà a Ravenna tra il 21 e il 29 maggio 2011. Opera, attraverso la contaminazione delle diverse espressioni artistiche, si propone di aprire una riflessione sul ruolo del lavoro nel terzo millennio.
La prima edizione del Festival sarà dedicata al tema della fabbrica e su questo tema si concentreranno tutti gli appuntamenti. Sono previsti incontri con gli autori, presentazioni di libri e riviste, dibattiti,  proiezione cinematografiche, mostre fotografiche, un concorso artistico, spettacoli musicali e teatrali.
Per  il tema della mostra della prima edizione, centrato sullo sviluppo e il declino della fabbrica come luogo di produzione, di conflitto, di emancipazione di diverse generazioni di lavoratori, è stato scelto tra le trenta opere il trittico fotografico di Elisabeth Ricci, studentessa dell’Accademia di belle arti di Ravenna:

Elisabeth Ricci | 1

Elisabeth Ricci | 2

Elisabeth Ricci | 3

Elisabeth Ricci | Trittico

La fabbrica, il non luogo.
Con quest’opera si è voluto analizzare lo spazio, la sacralità del cemento, l’assenza dell’umano, l’invisibilità della classe operaia. Si documenta la contemporaneità.
Luce fredda, serica. Rigidità di forme che fanno eco a una semplicità di costruzione. Ci sono solo stanze, nessun macchinario, nessuna scrivania, nessun rumore a disturbare le nostre fabbriche vuote. Vuoto che è sconfitta, rassegnazione e apatia per quello che ci circonda. Non so se si possa ancora credere nel lavoro ma questa luce azzurra forse è un barlume di speranza, per tutti.