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Piero della Francesca, Pala Montefeltro, particolare

Piero della Francesca, Pala Montefeltro, particolare. Milano, Brera

Ma perché le uova a pasqua? Storia lunga, secondo alcuni quanto il mondo, anzi quanto l’universo.
Qualche annetto fa Plutarco ricordava una conversazione tra amici che tra l’altro si domandano se sia nato prima l’uovo o la gallina; la decide Fermo, che ricorda come nella religione l’uovo sia il simbolo del principio originario materiale delle cose, la “archè ghenéseos”:

“Canterò a coloro che l’intendono” (Orph., fr. 334K) la sacra parola orfica, che non solo rivela l’uovo nato prima dell’uccello, ma anche comprende e stabilisce la sua priorità complessivamente su tutte le cose. Del resto devo tacere, perché è troppo mistico. …
Perciò è consacrato insieme ai sacri misteri di Dioniso non sconvenientemente in quanto rappresentazione di ciò che genera tutte le cose e in sé le comprende.
Plutarco, Quaestiones Symposiacae, 2,3, in Johann Jakob Bachofen, Il simbolismo funerario degli antichi, Napoli 1989, Guida, p. 97.

Dioniso con l’uovo e il càntaro, IV sec. a.C. Parigi, Louvre | © RMN

Aristofane, nella sua commedia Uccelli –rappresentata nelle Grandi Dionisie, le celebrazioni liturgiche dedicate a Dioniso– fa dichiarare a uno dei protagonisti, cioè un uccello, il primato dell’uovo:

Nel seno smisurato d’Erebo, all’inizio di tutto, Notte la nero alata, genera un uovo d’aria. Si volsero le stagioni e da esso sbocciò Eros, il bramato: gli scintillavano le spalle di auree ali e somigliava a vortice di vento. Egli, notturno, abbracciato al Caos alato nel Tartaro ampio, covò la nostra stirpe e la condusse, prima, alla luce.
Aristofane, Uccelli, Parma 1977, Guanda, p. 108.

Semmai si discuteva sulla natura dell’uovo originario. Secondo Omero l’uovo primigenio non è d’aria, ma d’argento:

La Notte dalle ali nere, una dea che s’impone persino al rispetto di Zeus, fu amata dal Vento e depose un uovo d’argento nel grembo dell’oscurità. Eros, chiamato anche Fanete [“rivelatore” da pheomai, “manifestarsi”] nacque da quell’uovo e mise in moto l’universo. Eros fu un ermafrodito dalle ali d’oro, e poiché aveva quattro teste di volta in volta ruggiva come un leone, muggiva come un toro, sibilava come un serpente o belava come un ariete [Fanete, ali d’oro, è il sole; le sue teste corrispondono alle stagioni]. Fanete creò la terra, il cielo, il sole e la luna; ma la triplice dea imperò sull’Universo, finché il suo scettro passò nelle mani di Urano.
Omero, Iliade, XVI, 261

Salomon Trismosin, Splendor Solis, tavola 9, quinta parabola. 1582 | Londra, British Museum

Nei testi indù l’uovo precede anche ogni turbinio di dei:

All’inizio non v’era che il Non–Essere. Esso fu l’Essere. Crebbe e si cambiò in uovo. Riposò tutto un anno e poi si divise. Apparvero due frammenti di conchiglia: uno d’argento, l’altro d’oro. Da quello d’argento venne la terra, da quello d’oro, il cielo.
Chandogya Upanishad, 3, 19

Nel mito pelasgico della creazione, però, è Eurinome, dea di tutte le cose, a covare l’uovo universale in forma di colomba, divina colomba che nel mondo sumero è Iahu, e girovagando approderà sino al battesimo di Cristo:

All’inizio Eurinome, dea di tutte le cose, emerse nuda dal caos e non trovò nulla di solido per posarvi i piedi: divise allora il mare dal cielo e intrecciò sola una danza sulle onde… ed ecco apparire  il gran serpente Ofione… finché, acceso di desiderio avvolse nelle sue spire le membra della dea, e a lei si accoppiò ed Eurinome rimase incinta.
Subito essa, volando sul mare, prese la forma di una colomba e, a tempo debito, depose l’Uovo Universale. Per ordine della dea, Ofione si arrotolò sette volte intorno all’uovo finché questo si schiuse e ne uscirono tutte le cose esistenti, figlie di Eurinome: il sole, la luna, i pianeti, le stelle, la terra con i suoi monti, fiumi, alberi, erbe e le creature viventi.
Robert Graves, I miti greci, Firenze 1989, Longanesi, pp. 21–23.

Teiera “uovo e serpente”, 1804-15, porcellana di Sèvres | © RMN

Sì, insomma, la storia è davvero lunga, si dovrebbe cominciare da Adamo ed Eva. Anzi, prima, ab ovo, e a raccontarla tutta si rischia di far confusione. Dunque buona pasqua, senza troppe storie. 🙂

Hieronymus Bosch, Concerto nell’uovo, Lille, Palais des Beaux-Arts | © RMN