1914 | Picasso

Il cantiere cubista si sviluppa con ritmo febbrile e in pochi anni, oltre una grammatica compositiva, porta a maturazione anche diverse tecniche che avranno molta fortuna in seguito. La più nota e tuttora diffusa è il collage, costituito da pezzi di carta stampata o colorata, o altri materiali incollati su una superficie.

Pablo Picasso, Natura morta con sedia impagliata

La prima opera realizzata con questa tecnica è Natura morta con sedia impagliata (sopra), in cui Picasso ha applicato il ritaglio d’un sedile, invece di dipingerlo. Procedimento in sé semplice, si fonda su un principio rivoluzionario che avrà profonde ripercussioni sull’arte del Novecento: invece di rappresentare l’oggetto, Picasso introduce nell’opera l’oggetto vero e proprio.
Anche in questo caso v’erano precedenti nell’arte antica, ben noti ad Apollinaire, che li indica a Severini: «nel 1912 mi parlò di alcuni pittori italiani del Quattrocento che avevano messo nei quadri degli elementi di vera realtà… Mi portò l’esempio di un S. Pietro nell’Accademia di Brera di Milano, che ha in mano delle chiavi vere, per non parlare delle pietre preziose nelle aureole».

Pablo Picasso, Vetro, giornale e dado, estate 1914. Tecnica mista, cm. 17,5 x 15,2.

All’introduzione dell’oggetto nel quadro Picasso e Braque giungono in breve; prima incominciano a dipingere caratteri tipografici, e poco dopo incollano ritagli di giornale nelle loro nature morte. Apollinaire li incoraggia nel 1913: «si può dipingere con quello che si vuole, con le pipe, con i francobolli, con le cartoline postali, oppure con candelabri, con carte da gioco, pezzi di tela cerata ».
La strada alle sperimentazioni più ardite è ormai aperta, e Picasso realizza opere tridimensionali con materiali vari come carta, cartone, gesso, legno e altro ancora (sopra). Bandita come rappresentazione illusionistica, la realtà irrompe nel quadro.

 

Pablo Picasso, Violoncello, inverno 1912. Papier collé (collage), cm. 31,5 x 24
 

Su un fondo neutro e appena solcato da tratteggi a matita, Picasso incolla un profilo di carta che fonde un violoncello e un piano, probabilmente un tavolo. L’eliminazione del volume, l’alternarsi di linee rette e curve anticipano il linguaggio del cubismo sintetico. Per proseguire il profilo curvilineo dello strumento musicale, l’artista spagnolo ne ha ritagliato la ‘pancia’, che diviene così anche la bocca d’una maschera ridanciana. Il profilo del violoncello suggerisce il corpo femminile? E allora Picasso ne mostra anche il volto. Con questo papier collé si apre la strada dei soggetti giocosi, delle maschere dell’arte.